Hanno contribuito al successo del Piccolo Varietà
Fernanda Alissiardi
Mio malgrado non ho potuto condividere tutti questi 25 anni con la compagnia: per un certo periodo ho dovuto “abbandonare le scene” per motivi personali. Ma è stata proprio la mia passione per il testo, unita alla giusta spinta di Luigi Oddoero, ad aiutarmi a ritrovare entusiasmo e nuove energie.
Ho amato praticamente tutti i personaggi interpretati negli anni: dalla perpetua dei “Sagrin ‘d don Taverna”, fino a Flora nel “Pare ‘dla sposa”.
Ma quando mi sono calata nell’inusuale (almeno per me) ruolo di una delle “Streghe di Triora”, ho scoperto con piacere la soddisfazione personale di un genere di recitazione più impegnativo.
Un augurio per tutti noi: altri 25 anni così; e… “semper ad maiora”!
Andrea Molinero
Componente del gruppo fin dal 1979, mi dedico alla costruzione di tutte le scenografie e dell’arredamento scenico delle commedie messe in atto dal gruppo.
Come attore ho sempre interpretato parti da caratterista, oltre a numerose parti in farse recitate dalla compagnia.
Fra i tanti personaggi interpretati, che mi hanno dato molta soddisfazione, uno in particolare: Mario Torta (persona semplice ed ingenua, innamorato di Vaniglia) ne “L’eredità ‘d magna Ninin”, mi ha permesso di ricevere numerosi apprezzamenti dal pubblico e dalla critica.
Michelfranco Sbarato
Amare profondamente il teatro e poterlo vivere dall’interno, come attore, in età…matura, è uno di quei regali che a volte la vita inaspettatamente ci riserva.
Inoltre recitare con un gruppo di veri amici, sotto la guida di un bravo e paziente regista, senza gelosie od invidie, divertendosi ancor prima di divertire il pubblico, è veramente una gioiosa esperienza.
Pur senza disdegnare parti comiche o macchiette, tendenzialmente mi sento più adatto per ruoli “seri” o portatori di un messaggio che vada al di là del personaggio che lo rappresenta. In questo contesto ho avuto la fortuna di poter recitare nella parte di Laser ne “L’ererdità ‘d magna Ninin”: figura di un uomo solo, misogino e disincantato che tuttavia non ha dimenticato di vedere il lato comico della vita.
Ma la parte che più mi gratifica è il monologo de “La livella” di Totò, sia in lingua originale che in piemontese: è un’interpretazione che sento intimamente e che è sempre apprezzata dal pubblico.
Annetta Tomasi
Io, Annetta, attrice per caso, fra i personaggi da me interpretati quello che mi è rimasto più nel cuore è quello di Pia, ne “l’eredità ‘d magna Ninin”, una delle commedie più entusiasmanti di Luigi.
Fra tutti gli altri ruoli in cui mi sono immedesimata, oggi appare Anna Tortora, ne “‘L pare dla sposa”; nonostante disti molto dal mio carattere personale, è sempre bello mettersi ogni volta in gioco!