Processo a porte chiuse

Dramma breve in sette parti di Giuseppe Riccardo Festa
Regia di Luigi Oddoero

La danzatrice - Roberta Bozzalla
La gente - Anna Formento
Mauro Savino – Nadia Depetris
Un Prete - Vito Mosca
La poliziotta - Fernanda Allisiardi
Il rinvio a giudizio - Valter Ferrero – Alfonso D'Agostino
L'imputato - Piero Bertea
La Vittima - Francesca Ficara
La Moglie dell'imputato - Enrica Lisdero
L'Avvocato difensore - Pierluigi Buffa
L'Avvocato di parte civile - Patrizia La Rosa
Il Giudice - Michelfranco Sbarato

Scenografia: Andrea Molinero

Costumi: Rita Curletti

Tecnici: Franco Lioce – Fulvio Di Giacomo

Gente comune pusillanime, qualunquista o coraggiosa; una ragazza violentata che si rimprovera addirittura di essere nata; una moglie sfiorita che si vede crollare addosso all'improvviso tutto il suo piccolo mondo; un uomo frustrato che si macera nella sua colpa; un avvocato mellifluo e maschilista ed una avvocatessa d'assalto, un giudice disincantato ed amaro che pare non credere più nella capacità redentrice della pena. Ecco i personaggi di questo breve, intenso dramma di Giuseppe Riccardo Festa che inizia in una stazione ferroviaria si conclude nelle aule di un tribunale in cui si celebra un processo per stupro.
Nella cornice di un apparato scenico essenziale, musiche dall'alto contenuto drammatico sottolineano monologhi serrati che illustrano uno spaccato di vita drammaticamente sempre attuale: quello della violenza, non soltanto fisica, che troppo spesso si consuma sulla donna.
Il confronto con la tragica realtà mette ciascuno dei personaggi di fronte alla sua solitudine. Ognuno di loro appare a un tempo prigioniero e vittima di un cliché che, ad onta del presunto grado di civiltà e di evoluzione della nostra società, impone tuttavia atteggiamenti e comportamenti, e suggerisce alibi, che solo la sincera presa di coscienza individuale , di fronte a drammi analoghi, potrà finalmente sconfiggere.
Il Piccolo Varietà si augura, con questo allestimento, di contribuire a creare un momento di riflessione su un argomento che troppo spesso, purtroppo, riempie ancora le nostre cronache.